TRIUMPH TR4

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Giovanni Michelotti

Leggete questa intervista a Michelotti        Alcuni disegni di Michelotti

Giovanni Michelotti nel suo studio Giovanni Michelotti è lo stilista che ha disegnato la TR4, compito non facilissimo in quanto la Triumph voleva un auto completamente nuova che però ricordasse la precedente TR3, utiliz- zandone inoltre il telaio. Il compito era complicato dall'esigenza della casa di avere dei disegni che non richiedessero nuovi costosi macchinari per essere poi costruiti. Il risultato è perfetto: pur essendo un auto moderna la TR4 reinterpreta il frontale delle serie precedenti creando un piacevole "family feeling". Michelotti è stato inoltre il primo a proporre, sempre sulla TR4, il tipo di hard top con la parte centrale rimovibile, poi passato alla storia come "targa" quando rein- trodotto qualche anno dopo dalla Porsche. La Triumph infatti non aveva capito l'originalità di questo accessorio che non ha mai pubblicizzato adeguatamente forse perchè, essendo costruito in alluminio e quindi piuttosto costoso, portava il prezzo dell'auto così equipaggiata al livello delle concorrenti di classe superiore. Ne sono stati prodotti molto pochi con l'originale nome di "surrey-top".

Ecco un estratto della storia di questo grande stilista che ha disegnato moltissime carrozzerie firmandole però molto raramente: i suoi disegni erano perlopiù proposti alle case automobilistiche che li realizzavano senza indicarne la provenienza. Per maggiori informazioni visitate il Registro Michelotti, miniera di informazioni gestito dal figlio Edgardo. L'articolo che segue è tratto da "Quattroruote", marzo 1980:

Giovanni Michelotti, nato a Torino nel 1921, entra a 14 anni nell'ufficio tecnico degli Stabilimenti Farina come ragazzino-aiuto. Alla scuola del grande carrozziere impara a fondo il mestiere e comincia a firmare i primi progetti. Dopo la guerra decide di tentare a strada del libero professionista. La sua abilità ed un pizzico di fortuna gli consentono di iniziare la collaborazione con le più importanti carrozzerie torinesi: Vignale, Bertone, Ghia, Allemano. Nel 1955 apre un ufficio in corso Francia ed affitta una piccola officina in via Levanna mantenendo i contatti precedenti e progettando carrozzerie per le Ferrari da competizione.

Per la sua bravura di stilista e la serietà si impone all'attenzione delle Case estere che gli commissionano i disegni d'impostazione di prototipi e vetture di serie. Ha inizio cosi quell'attività di designer che costituirà il settore più vasto del lavoro di Michelotti. Tra i primi clienti due importanti nomi stranieri: Triumph e BMW. Per la Casa inglese Michelotti disegna la coupé Italia su meccanica TR3, la TR4, la TR5, la Spitfire, la Dolomite, la Stag, la serie 2000-2500; per la marca bavarese la collaborazione è altrettanto intensa: dalla piccola 700 del '59 alle varie 1800, 2000, 2002 e 2800 degli anni sessanta-settanta.

Nel 1960 Michelotti presenta la sua prima vettura come costruttore: una Osca 1600 coupé con tetto a pagoda, luci di direzione sullo spigolo del parafango anteriore e stop supplementari sistemati lateralmente. Al Salone di Ginevra del 1963 espone una coupé su telaio della Jaguar D da competizione commissionatagli da un cliente francese. Dato che la mole di lavoro aumenta, nel 1967 trasferisce l'azienda ad Orbassano: disegna vetture per la Daf, la Fiat e la Matra.

Nel 1972 realizza la BMW con turbocompressore e la Pulsar su meccanica Fiat, una delle prime vetture con paraurti ad assorbimento d'urto. Due anni dopo presenta la Beta Mizar con quattro porte ad ala di gabbiano e la vetturetta da città Lem a propulsione elettrica.

Michelotti ha collaborato anche con la rivista Quattoruote progettando nel 1978 la Every 4R che, utilizzando la meccanica della 127, con la semplica applicazione di alcuni pannelli poteva essere trasformata, secondo le esigenze, in vettura da città, mare o campagna. Come stilista non si è mai preoccupato di seguire la moda, in alcuni casi, anzi, l'ha anticipata. Infatti, caratteristiche dei suoi progetti ideati per alcune berline di serie, sono l'ampiezza riservata alle superfici vetrate ed i montanti sottili dei padiglioni che conferisono una notevole snellezza al profilo delle fiancate. Tali soluzioni Michelotti le ha intuite e la ha applicate molto prima di tanti altri più famosi colleghi. In questa foto si può ammirare il suo prototipo della TR5, presentato a Ginevra nel 1968 e purtroppo mai fabbricato in serie, come moltri altri proposti alla Triumph che si possono vedere nella sezione Le TR dalla 1 alla 9.

La TR5 di Michelotti



Nicola Marras 2003

Credits: Quattroruote - Registro Michelotti & Registro Italiano Triumph Spitfire

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